Usare Internet non è un comportamento superficiale

È superficiale chi usa Internet, e, in particolare, i social media? Per rispondere a questa domanda dobbiamo in primo luogo chiederci come usiamo i social media, quali sono i nostri bisogni e scopi, quali le aspettative nei confronti di una foto o di un post. Culturalmente consideriamo importante solamente ciò che è posto nel nostro essere profondo e svalutiamo l’apparenza, l’atto di mostrare (Miller, 2013). Diversi studi hanno dimostrato l’importanza per lo sviluppo della personalità di concetti ampi come l’autorealizzazione o l’autovalutazione (Caprara e Cervone, 2003), legati ad autostima e autoefficacia percepita (Bandura, 2000). Contemporaneamente, alcuni bisogni o dimostrazioni di identità, come i vestiti, vengono percepiti come superficiali se paragonati a ciò che consideriamo importante per la nostra essenza (Miller, 2013). Denigriamo la cultura materiale, che oramai ci appartiene, considerandola inutile e talvolta dannosa, perché superficiale. Eppure, la cultura si sviluppa anche attraverso gli oggetti di uso quotidiano.

Una determinata società elabora le sue pratiche culturali attraverso modelli sottostanti che si manifestano in una moltitudine di forme diverse. Imparando ad interagire con una grande quantità di diverse culture materiali, l’individuo cresce adottando le norme che diventano ciò che viene chiamato cultura. L’apprendimento del bambino non avviene attraverso l’acquisizione in modo passivo di una serie di categorie, ma piuttosto attraverso la routine di tutti i giorni che lo portano ad avere una interazione costante con gli oggetti (Miller, 2013)

Internet non è un oggetto, non presenta un solo uso e quindi un solo giudizio di ritorno, sono le persone che, usando la rete, attribuiscono significati diversi ad essa. D. Miller sottolinea come per comprendere la cultura di internet sia necessario «non considerare internet una tecnologia, ma una piattaforma che dà alle persone la possibilità di creare tecnologie che a loro volta vengono create per svolgere particolari funzioni» (Miller, 2013). Ma quali sono le funzioni di Internet? Può sembrare banale ma oggi appare evidente come le sue funzioni cambino a seconda dei bisogni di chi lo usa. Le persone attraverso internet hanno creato nuovi generi culturali, nuovi oggetti capaci di soddisfare i loro bisogni. Eppure, i bisogni, di amicizia, relazione e socializzazione, in primo luogo, vengono spesso considerati di minore importanza quando soddisfatti in rete.
Il giudizio negativo verso ciò che riteniamo superfluo coinvolge anche Internet e in particolare i Social Media, un media usato per raccontare noi stessi, per apparire, a chiunque desideri prestarci ascolto, per dialogare e confrontarci con gli altri, spesso viene considerato superficiale.
L’impressione è che fatichiamo a capire il valore dei comportamenti online, dal selfie al like, dal video di Tik Tok al messaggio vocale di Whatsapp, tendiamo a sottovalutare l’impatto sociale di questi strumenti perché semplicemente non li consideriamo importanti, eppure lo sono.
Per comprendere a fondo i comportamenti e le aspettative, soprattutto degli adolescenti, online è necessario comprendere la loro quotidianità in rete, in particolare cosa fanno e perché lo fanno.

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