Il passaggio da Facebook a Tik Tok: nuovi riti di socializzazione

Tik Tok è un nuovo social media. Nuovo di nome ma già attivo nelle piattaforme da alcuni anni. Di proprietà della Bytedance, società cinese, nel 2017 Tik Tok si è fusa con Musical.ly, il risultato è un enorme bacino dati di bambini e adolescenti appassionati di musica e video. Su Tik Tok si caricano brevi clip, sketch comici o musicali, dove è possibile cantare in lip-sync: video in cui si muove la bocca in sincrono con la canzone o una scena di un film. Questi video sono modificabili velocemente con diversi filtri intuitivi. In sintesi, i protagonisti del video imitano il labiale della musica in sottofondo e si filmano mentre ballano e cantano. Imitano i loro modelli famosi. Imitano quello che fanno i loro cantanti preferiti sui video musicali o sul palco. Imparano, osservano, e riproducono quello che la realtà di oggi gli propone.
Su Tik Tok si interagisce come negli altri social media, puoi cliccare like, condividere, commentare, puoi seguire i diversi Muser, influencer su Tik Tok, e puoi usare gli hashtag. Gli adolescenti oggi stanno abbandonando Instagram per approdare su Tik Tok, in un precedente passaggio hanno abbandonato Facebook e scelto Instagram. Alla luce di quanto analizzato negli altri post, il desiderio di socializzazione, e quindi di riconoscimento e affetto da parte dei pari, è sicuramente una componente importante per quanto riguarda la scelta di usare un social media piuttosto che un altro. A seconda di quello che il gruppo sceglie il singolo si sente quasi obbligato a fare altrettanto. Inoltre, gli adolescenti vivono come invadenti la presenza degli adulti sui social media, ed è plausibile pensare che il loro spostamento da un social media a un altro è dovuto anche a un desiderio di allontanamento dal controllo degli adulti, o presunto tale. Infine, non dobbiamo dimenticare la tecnologia stessa: Tik Tok è più istantaneo, propone i video che noi adulti usiamo per intrattenere i neonati fin dalla culla, è veloce e dinamico. Impone a chi lo usa di metterci la faccia, di esporsi, di crearsi una identità online.

Le piattaforme di social media pubblici come Facebook, Instagram o QQ offrono uno spazio per la costruzione consapevole della propria immagine, mettendo in scena il sé o, come nel caso del sud dell’India, la famiglia. Mentre certi post possono essere rivolti a individui o gruppi specifici, i social media pubblici creano anche la sensazione di un pubblico più generale o di un’audience generica immaginata (Miller et al, 2018,).

Un pubblico che, grazie a Tik Tok, si rivela oggi più numeroso e coinvolto, pronto a seguire non più il cantante di talento o l’attore amato ma il Muser che imita i personaggi famosi. Questa migrazione verso Tik Tok, e i diversi riti di socializzazione che ne derivano, sviluppa una fiducia a suon di clip, le immagini di Instagram, hanno lasciato il passo a video di presentazione del sé, sia ideale che reale, a conferma dell’analisi effettuata da Miller:

I social media rappresentano una significativa accelerazione della possibilità che la comunicazione possa diventare più visiva, nel senso che è ora possibile tenere qualcosa di molto simile a una conversazione fatta quasi interamente senza voce o testo. (Miller et al, 2018).

Il valore di questa comunicazione su Tik Tok è, invece, ancora da valutare, capire, sicuramente è importante per gli adolescenti e sta allontanando ancora di più l’adulto spaventato dalla velocità di trasformazione del web e da chi lo usa.

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