Consapevolezza in rete

Cosa significa consapevoli in rete? Perché è necessario che ogni ragazzo/a (e oserei scrivere anche ogni adulto)  sia assolutamente consapevole di quello che sta facendo, scrivendo, postando online? Perché spesso i guai iniziano, o finiscono,  proprio da quella famosa frase “non lo sapevo che…”; “non l’ho fatto apposta”; “non ne avevo idea”.

Pubblichiamo ogni immagine, istante, momento della nostra vita, eppure pochi di noi chiedono alle persone ritratte nella foto se vogliono venire postate online, viste da miliardi di persone. Perchè è di questo che stiamo parlando: ogni cosa che scriviamo, pubblichiamo in rete può essere visto da miliardi di persone. Interpretato da loro. Condiviso. Commentato.

Siamo consapevoli di questo? Sappiamo esattamente cos’è il web e come funziona? Sappiamo bloccare, segnalare, utenti poco graditi? Sappiamo gestire la nostra privacy? Sappiamo gestire le nostre emozioni, tanto da non subire, esplodere, inveire, offendere, mentre navighiamo nel web?

Mia figlia, 8 anni, mi chiede il tablet. Ovvio. L’aspettavo al varco.

Poi l’altro giorno ha iniziato a parlare di smartphone. Quando le ho negato il consenso per uno e anche per l’altro oggetto ha iniziato. ancora più ovvio, a protestare. Alla fine, dopo averle fatto sfogare i brontolamenti del caso, le ho fatto una serie di domande: sai cos’è uno smartphone? Sai cos’è il web? Cos’è la rete? Come funziona?

Mi ha guardata dubbiosa, ma alla fine si è rassegnata. Per il momento.

È complicato crescere, lo è ancora di più in un mondo dove virtuale e reale coesistono. Le emozioni sono dannatamente complicate, le nostre ma anche quelle degli altri. Possiamo non rendercene conto ma quella parola, quella frase, può fare molto male. E ci sono età che fanno ancora più fatica a gestire l’enormità di questo ambiente.

Per questo ribadisco l’importanza di educare alla consapevolezza in rete. È un percorso che possono fare gli esperti, ma lo possiamo fare anche noi genitori, cercando di accompagnare i nostri figli alla scoperta di questo virtuale che oramai fa parte della nostra quotidianità, sicuramente della loro. Non super esperti, ma semplici genitori interessati, e a volte speventati, al loro mondo.

 

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